RED-S
Spesso pensiamo che fare sport significhi automaticamente prendersi cura della propria salute. Ma cosa succede quando il carico di allenamento supera le risorse a disposizione del nostro corpo? Quando il “mangio troppo poco e mi alleno tanto” diventa cronico e insidioso, può sfociare nella sindrome da Carenza Energetica Relativa nello Sport, nota come RED-S (Relative Energy Deficiency in Sport).
Il RED-S non è un disturbo alimentare in senso stretto, anche se può coesistere con essi. È una condizione fisiopatologica causata da un deficit cronico tra l’energia introdotta con l’alimentazione e quella consumata con l’attività fisica, tale da non lasciare sufficiente energia per le funzioni vitali.
Questa carenza può avvenire involontariamente, per semplice mancanza di consapevolezza nutrizionale, oppure intenzionalmente, come accade in chi segue regimi troppo restrittivi. Negli sport di endurance, come ciclismo, corsa o triathlon, dove il dispendio calorico giornaliero può superare anche le 6000 kcal, il rischio di incorrere in uno squilibrio energetico è altissimo.
Il corpo, quando si trova in carenza energetica, entra in modalità “risparmio energetico”: rallenta il metabolismo, blocca la produzione ormonale e mette in pausa funzioni considerate “non vitali” come la fertilità, la crescita muscolare, il ciclo mestruale (nelle donne), squilibri ormonali anche negli uomini e la densità ossea in ambi i sessi.
I segnali tipici del RED-S possono includere:
- Calo della performance sportiva
- Amenorrea o irregolarità mestruale
- Fratture da stress
- Infortuni ricorrenti
- Affaticamento cronico
- Anemia, cali immunitari, squilibri ormonali
Il concetto fondamentale è quello di disponibilità energetica (EA), ovvero l’energia che rimane all’organismo dopo aver coperto il fabbisogno dell’allenamento. Se questa è troppo bassa, l’organismo taglia dove può, sostanzialmente “mette a dormire” e taglia energia a tutto il corpo, “spegnendoci” piano piano.
Ad esempio: Un’atleta donna con 50 kg di massa magra dovrebbe mantenere una EA >45 kcal/kg per rimanere in salute. Scendere sotto i 30 kcal/kg è considerato un rischio per la salute.
Questa problematica riguarda ENTRAMBI I SESSI
Sebbene in passato si parlasse soprattutto della “triade dell’atleta femminile” (amenorrea, osteoporosi, disordini alimentari), oggi sappiamo che il RED-S colpisce anche gli uomini. Nei ciclisti, ad esempio, la bassa densità ossea è comune, e spesso non viene diagnosticata finché non si verifica una frattura. Di per sé il ciclismo, come il nuoto sono sport privi di impatto con il terreno, in cui il corpo è in una sorta di “sospensione” durante l’attività, questa soprattutto in bici viene protratta per diverse ore di allenamento, da qui capite a maggior ragione l’importanza di arrivare sempre ad un “pareggiamento” tra kcal bruciate e introdotte, l’importanza di abbinare sempre a questo un’attività di forza in palestra e se riuscite, mantenere un minimo di attività podistica per sopperire alla mancanza di impatti e rinforzare lo scheletro.
Contrariamente a molte mode alimentari, gli studi mostrano che i carboidrati giocano un ruolo fondamentale nel mantenere l’equilibrio ormonale. Una dieta troppo povera di carboidrati può essere ancora più dannosa per la salute endocrina di una dieta semplicemente ipocalorica.
La diagnosi di RED-S si basa su una valutazione clinica completa e complessa: ciclo mestruale, densità ossea (DEXA), esami ematochimici e, soprattutto, l’osservazione di sintomi precoci.
Prevenire è fondamentale e si può fare attraverso:
- Educazione nutrizionale specifica per atleti
- Programmazione dell’allenamento equilibrata
- Supporto psicologico e monitoraggio continuo
- Coinvolgimento del team (allenatori, nutrizionisti, medici sportivi)
Nel mondo del ciclismo professionistico, il RED-S è molto più diffuso di quanto si pensi. Nella mia esperienza, ho saputo di ragazze in cui si è verificata una situazione di amenorrea, perdita di forza e motivazione, in questo momento storico finalmente anche le più grandi atlete professioniste (ultimamente in particolar modo Veronica Ewers-team EF per le donne, ma anche negli uomini di particolare rilevanza è la storia di Jonas Abrahamsen di cui trovate al fondo il link per leggere la sua storia) stanno parlando di questo “fantasma” fino ad ora nascosto da tutti, grazie anche a loro, non si vive più ignorando il problema e si stanno conducendo sempre più studi e di conseguenza tramite la conoscenza si arriva alla risoluzione. Quello che vorrei esternare è che non bisogna avere paura di parlarne e di fare domande, di chiedere aiuto alle giuste figure professionali, poiché si parla di salute oltre che di prestazione, quest’ultima subirà nella maggior parte dei casi solo successivamente, un calo ponderale. Inizialmente non sempre si verifica una prestazione deficitaria, anzi, il nostro corpo è incredibile e riesce a trarre energia anche se non introdotta regolarmente e adeguatamente, questo fa si che l’atleta sia anche più motivato a continuare con questa fase alimentare restrittiva, ma arriverà il giorno in cui si dovrà pagare il conto e allora sarà caro e ci vorrà molto più tempo rispetto a quanto se ne è trascorso in tale condizione.
L’equilibrio tra prestazione e salute è sottile, ma fondamentale. L’energia non è un nemico da limitare, ma una risorsa da rispettare.
Non basta essere leggeri per andare forte.
Serve essere forti!
Riferimenti
Relative Energy Deficiency in Sport (RED-S) – Dr Nicky Keay
Il ciclista del Tour de France Jonas Abrahamsen guadagna 20 kg per diventare il re della montagna: