ROAD TO EVERESTING: perché ho scelto questa sfida e come iniziarla davvero
Quest’anno ho deciso di mettermi alla prova con qualcosa di nuovo, di diverso. Avevo bisogno di una motivazione forte, autentica, che mi portasse oltre il concetto di gara e prestazione che ho sempre inseguito fino ad oggi.
Dopo l’esperienza con BePink mi sono ritrovata in una fase un po’ particolare: l’amore per la bici non era mai svanito, ma l’entusiasmo legato alle gare a livello amatoriale, si era un po’ affievolito. Avevo già raggiunto gli obiettivi che mi ero posta negli anni precedenti e tornare a gareggiare avrebbe significato “puntare” a qualcosa di diverso, senza però sentire una vera motivazione.
Sono una persona dinamica e ripetere le stesse gare, sugli stessi percorsi, con gli stessi obiettivi: non mi stimolava più.
Così ho iniziato a guardarmi intorno. Ho scelto un calendario più snello, ma più intenso. Meno gare, ma più significative. Anche per riuscire a conciliare al meglio questo periodo con la mia laurea magistrale in nutrizione e vivere tutto con più lucidità e serenità. Ed è proprio in questo momento che mi sono imbattuta nel mondo dell’Everesting. Navigando online ho scoperto un evento che mi ha subito colpita: il mondiale di Everesting sull’Etna.
Due elementi mi hanno acceso immediatamente:
- la salita estrema: da scalatrice, tutto ciò che è verticale ed estremo mi attrae in modo naturale
- la Sicilia: un luogo verso cui ho sempre sentito un legame profondo (per le persone, i paesaggi, il cibo e anche per la sua storia, che mi ha sempre coinvolta emotivamente).
Non ho avuto dubbi e mi sono iscritta subito, perché l’Everesting non è una semplice gara: è una sfida contro sé stessi, prima ancora che contro il tempo. Per chi non lo conoscesse, un Everesting consiste nel ripetere la stessa salita fino a raggiungere gli 8.848 metri di dislivello positivo, l’altezza dell’Everest. Nel mio caso specifico, saranno 8 ascese della stessa salita, con cronometraggio solo nella fase di ascesa. Ma al di là della definizione, la vera domanda è: come si gestisce?
Questa sfida coinvolge altre figure fondamentali nel mio percorso:
- Annalisa, che mi seguirà nella preparazione fisica
- io stessa, in una doppia veste: atleta e nutrizionista.
Sarà infatti un’occasione unica per testare su di me protocolli nutrizionali in condizioni reali: prima, durante e dopo uno sforzo di endurance estremo. L’obiettivo non è solo arrivare pronta alla gara, ma raccogliere dati, sensazioni e strategie che potrò poi applicare anche agli atleti che seguirò. Questo percorso per me ha un significato che va oltre la performance: è un’evoluzione. Un po’ come quando Goku passa da Sayan a Super Sayan. Il mio “livello Sayan” l’ho raggiunto durante il periodo in Guatemala, in quel percorso di recupero fisico e mentale. Adesso è il momento di provare a fare uno step in più.
Il primo test: Everesting Austria
Prima del mondiale, ci sarà un passaggio fondamentale: il 30 maggio parteciperò a un Everesting in Austria.
Sarà un vero e proprio test per:
- capire il wattaggio medio sostenibile
- valutare la risposta del corpo su uno sforzo così prolungato
- iniziare a costruire una strategia di integrazione alimentare.
Questo è solo l’inizio. Nei prossimi contenuti:
- Annalisa approfondirà tutta la parte di preparazione fisica
- io condividerò la strategia nutrizionale, con aggiornamenti reali da allenamenti e gara
L’idea è portarvi dentro questo percorso, passo dopo passo. Perché l’Everesting non si improvvisa: si costruisce.