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LA NOSTRA ISTRIA 300

Per uno sportivo porsi un obiettivo è fondamentale. Fare sport è bellissimo, ma per mantenere alta la motivazione negli allenamenti è necessario avere uno stimolo, un traguardo da raggiungere in un tempo definito… ed è proprio così che è nata l’idea di Istria300.

Una sfida nuova, stimolante, diversa e anche un po’ folle. Ci siamo iscritte ad Istria300 a poche settimane dell’evento: finalmente si torna a gareggiare insieme!

Annalisa con l’intento di trovare nuovi stimoli dopo l’Haute Route, al termine della quale si era sentita “scarica” e con poca motivazione nel proseguire gli allenamenti.

Samantha con l’obiettivo di ributtarsi in gruppo, riattaccare il numero sulla schiena a distanza di più di un anno da quel brutto incidente avvenuto in Salvador. Doveva essere un rientro degno di nota.

Ognuna con una storia ed un percorso differente, ma ci siamo ritrovare a preparare questa gara per concludere questa stagione con il botto.

Per entrambe era la prima gara di questa portata: 300 km con oltre 5000 metri di dislivello su un percorso che non lascia un attimo di respiro, fatto di su e giù continui con rampe notevoli e discese molto tecniche ed impervie.

IL GIORNO DELLA GARA

Sveglia ore 4.44  perché Annalisa è molto scaramantica sull’impostazione delle sveglie.

Colazione Annalisa

  • 50 gr porridge con farina di riso
  • Cacao e cannella (non possono mai mancare)
  • Miele
  • Skyr 200 gr
  • Mix di frutti di bosco
  • 4 gallette di riso
  • Marmellata
  • 3 datteri medjoul

Colazione Samantha

  • 120 gr pane bianco
  • 50 gr affettato magro di pollo
  • 1 banana piccola
  • Marmellata
  • 1 cubetto di cioccolato extra fondente
  • caffè

Ora non ci resta che prepararci a vivere una lunga giornata. La partenza è prevista alle ore 7.

Dal momento che ci siamo iscritte all’ultimo a questo evento, e non ci avevamo ma partecipato prima, l’organizzazione ci ha assegnato un numero di pettorale molto alto (5616 e 5617), pertanto siamo dovute partire con circa 4000 persone davanti a noi. Questo ha reso la nostra avventura sicuramente ancora più impegnativa.

Integrazione durante la gara di Annalisa – totale CHO circa 640 grammi (9h45’ di gara)

  • 6 barrette da 30 gr CHO (di cui 3 con aggiunta di sodio)
  • 5 gel 40 gr CHO
  • 2 focaccelle Mulino bianco 15 gr CHO
  • 2 gel 40 gr CHO con 100 mg di caffeina ciascuno
  • 1 gel 30 gr CHO con 75 mg di caffeina
  • 6 borracce da 500 ml à 2 con 30 gr CHO + Sali minerali + 1 con 40 gr CHO + 2 con Sali minerali + 1 con 20 gr CHO + Sali minerali

 

Subito post gara à 1 recovery completo di cetilar con latte di soia + 1 cherry + 1 bottiglietta di schweppes.

Ho cercato di alternare il più possibile gusti e consistenze diverse durante la gara e ciò mi ha permesso di riuscire a mantenere un quantitativo di gr/h per me abbastanza elevato per tutta la durata della gara. Le focaccelle (provate in allenamento) sono state fondamentali per spezzare dal dolce di tutti gli altri prodotti. Nelle prime due ore circa ho mangiato ogni 45 minuti e poi ogni 30 minuti. I gel con la caffeina li ho integrati a partire dalla 6h30 circa e li ho attaccati con del nastro di carta al telaio in maniera tale da tenerli separati dal resto e guadagnare spazio nelle tasche. Il clima era favorevole ad una gara così lunga perché non era né freddo né eccessivamente caldo, pertanto, mi sono bastati 3 litri di acqua (ovviamente mi sono bastati per stare bene durante la gara, ma sono arrivata disidratata). Sono riuscita a concludere la gara senza mai fermami grazie a Federico (al km 130 circa) e mio papà (al km 200 circa), i quali mi hanno passato due borracce con insieme dei gel.

Integrazione di Samantha durante la gara – totale 450 gr di cho (10h. 20’ di gara)

  • 4 gel da 40 cho
  • 2 focaccelle
  • 1 gelatina da 30 cho
  • 2 barrette da 30 cho
  • 1 barretta da 20 cho
  • Haribo ca. 20cho
  • ½ paninetto con marmellata ca. 20 cho
  • 2 gel con caffeina da 20 cho e 150 mg di caffeina per ognuno
  • 2 gel da 20 cho
  • 5 borracce con acqua e Sali + 1 borraccia con 40 cho (ne avevo due ma una persa per strada)

 

Post gara à 1 coca cola (anche se aveva caffeina, era l’unica cosa che riuscivo a buttare giù appena arrivata poiché ero parecchio nauseata), ½ recovery Cetilar in acqua, anche se consapevole che non era proprio una combinazione “adeguata” e sufficiente, ma ho rischiato veramente di dare di stomaco.

 

Un appunto che mi sento di condividere è il fatto che data la perdita di una borraccia nella prima fase di gara, ho optato in quel momento per usare i gel da 20 gr che avevo dietro poiché sapevo che assumendoli ed essendo isotonici non necessitavo di acqua e speravo mi dessero un minimo di autonomia fino al ristoro, nel quale mi son dovuta fermare per riempire l’unica borraccia rimasta. Fortunatamente ho potuto “usufruire” anche io come Annalisa dei due rifornimenti “volanti” di acqua al km 130 e al km 200 e ho necessitato su una gara così lunga di una “pausa pipì” attorno al km 180. Quindi sostanzialmente mi son dovuta fermare 2 volte per “bisogni idrici” di tipi differenti.

La prima parte di gara ho iniziato a mangiare relativamente “tardi”, ma ero impegnata nella rimonta, dopo un’ora e mezza, poi ogni 45’ e nella fase finale ogni 30’ cercavo di mangiare qualcosa, i gel alla caffeina li ho sfruttati nella seconda metà di gara e mi hanno dato una botta di vita pazzesca. Ho bevuto ca. 3 litri di acqua durante la gara.

 

Gestione tattica della gara di Annalisa

È stata una gestione difficile perché ero in bilico tra il “parto forte per provare a rimontare e giocarmi la gara e al massimo detono” oppure “parto con il mio passo e lo tengo fino alla fine sperando di rimontare sulle avversarie che magari partono troppo forte”. Alla fine, ha vinto il mio spirito competitivo e la voglia di provarci; quindi, non ho dato troppo ascolto ai watt e ai piani e ho deciso di seguire le ruote di chi come me partiva da dietro nella speranza di recuperare. Ho spinto parecchio nella prima parte di gara evitando comunque sempre di fare fuorigiri perché ero certa che li avrei pagati nel finale. Ho trovato diverse ruote buone da seguire e pian piano sono riuscita a recuperare diverse avversarie partire più avanti. Non ho mai saputo la mia posizione fino al traguardo. Ho dovuto affrontare parecchi km in solitudine, cercando di rimanere sempre lucida e concentrata. Ho concluso al secondo posto assoluto senza aver mai potuto vedere la prima classificata. La terza classificata invece l’ho superata negli ultimi 50 km circa di gara. Ho riconosciuto una donna davanti a me, era sola ed io pure; pertanto, mi sono avvicinata e quando l’ho raggiunta sono scattata per non permetterle di accodarsi a me. La tattica ha funzionato. Non sono certamente una passista, ma dopo 250 km le regole delle gare “normali” cambiano completamente. Sono andata un po’ in crisi sull’ultima salita, ma ho stretto i denti per riuscire a seguire un piccolo gruppetto: sapevo che era fondamentale non staccarsi perché mi avrebbero portata al traguardo… e così è stato (almeno fino ai -3 dal traguardo). Sono arrivata incredibilmente soddisfatta e provata, mi sentivo praticamente ubriaca senza aver bevuto (e mi hanno offerto una birra… non accettata per spirito di sopravvivenza).

Gestione tattica della gara di Samantha

Essendo partite in ultima griglia, siamo partite ca. 8’ dopo lo start ufficiale, quindi nella prima parte ho cercato per quanto possibile di risalire il gruppone, per fare questo avevo sempre un livello di attenzione e stress molto alto, ho usato moltissima energia soprattutto per la tipologia di percorso, privo di lunghe asperità che sicuramente mi avrebbe reso la cosa più facile. I primi km li ho patiti abbastanza, al km 55 ho guardato il Garmin e ho pensato “ok sono già finite le gambe”, anche di testa ero preoccupata e ho pensato che non fosse stata una buona idea fare 300 km su quelle strade, ho avuto una bella fase di preoccupazione, ma speravo che continuando sarebbe passata, perché mi conosco e dopo una lieve crisi so che, se non mollo poi sto meglio, infatti così è stato. Dal km 200 mi ricordo di aver avuto delle sensazioni molto molto buone, tant’è che mi son ritrovata su due salite durissime, quasi da capottamento, dal km 220 in poi, e stavo benissimo, vedevo persone veramente in crisi e io stavo benissimo (per fortuna). Ho fatto ca. 60 km in completa solitudine, ma stando bene non ho avuto problemi, per fortuna gli ultimi 30 km di gara son stata raggiunta da un ragazzo della Repubblica Ceca, così ci siamo dati i cambi fino all’arrivo: dal momento che le asperità erano finite è stato bello trovare qualcuno che mi permettesse di rifiatare a intermittenza. All’arrivo non sapevo la mia posizione in classifica, ho saputo di essere arrivata quinta, ma per me l’importante era: essere intera, essermi goduta il lungo viaggio ed essermi dimostrata di poter reggere ancora una volta una prova “estrema”, grazie alle mie forze fisiche e mentali. Tutto questo è avvenuto e quindi sono felice di aver rotto il ghiaccio con una gara come Istria300.

 

Al termine della gara entrambe abbiamo dovuto aspettare un po’ di ore prima che il nostro stomaco ci permettesse di consumare un pasto vero. La nostra voglia di cibi salati ci ha confermato il nostro stato di disidratazione. Abbiamo cercato di ascoltare il nostro corpo… aperitivo con chips di verdure fritte e poi cena al ristorante.

 

Cena e post cena di Annalisa:

  • Antipasto di frutti di mare
  • Pizza ai frutti di mare
  • Caseine sciolte nel latte di soia
  • 1 bustina di Cherry
  • Immancabile camomilla con melatonina e miele

Cena di Samantha:

  • Pizza con tonno e gamberi GRANDE (il cameriere era perplesso)
  • Melatonina pre-nanna

Dati di gara di Annalisa:

  • Tempo in movimento 9h45’
  • 298 km – 5161 D+
  • 30,56 km/h velocità media
  • 6159 Kcal
  • 5565 KJ
  • 159 watt medi – 406 watt max – 177 NP
  • 153 bpm medi – 174 bpm max
  • TSS 644

Dati di gara di Samantha:

  • Tempo in movimento 10h19’
  • 298 km – 5161 m D+
  • 28,9 km/h velocità media
  • 5245 Kcal
  • 4663 KJ
  • 126 watt medi – 412 watt max – 143 NP
  • 148 bpm medi – 175 bpm max
  • TSS 517

Questo è stato il nostro rientro alle gare insieme. Non poteva essere una gara qualunque, doveva lasciare il segno… e l’ha lasciato!!!

 

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