UOMINI E DONNE: L’IMPORTANZA DI PERSONALIZZARE E DIFFERENZIARE L’ALIMENTAZIONE
Comprendere le differenze di gusto e di abitudini alimentari tra uomini e donne è fondamentale per sviluppare strategie nutrizionali personalizzate, con una conseguente resa positiva a livello sportivo e di salute.
ASPETTI DA TENERE IN CONSIDERAZIONE IN UN PIANO ALIMENTARE PER L’UOMO:
- hanno più fame nella seconda parte della giornata anziché al mattino e tendono a fare meno spuntini rispetto alle donne;
- mostrano una preferenza per i pasti ricchi di grassi e fortemente aromatizzati;
- hanno maggior ossidazione di carboidrati rispetto ai grassi negli sport di endurance;
- hanno una maggior possibilità di riportare livelli minori di grasso corporeo;
- hanno una minor predisposizione al cucinare pasti elaborati, quindi prediligono pasti “semplici” e di facile preparazione.
ASPETTI DA TENERE IN CONSIDERAZIONE IN UN PIANO ALIMENTARE PER LA DONNA:
- tendono a mangiare più frequentemente e riportano livelli più elevati di fame al mattino;
- hanno la necessità fisiologica di un maggior grasso corporeo rispetto agli uomini;
- hanno necessità di un maggior appagamento visivo nella presentazione dei pasti/ricette;
- hanno la necessità di diversi approcci in base alla soggettività riportata da sbalzi ormonali legati al ciclo mestruale: da tenere in considerazione è la variazione ormonale di Grelina (“l’ormone della fame”) che soprattutto nella fase luteale può far aumentare l’appetito;
- hanno maggior ossidazione dei grassi rispetto ai carboidrati negli sport di endurance.
In unione ad entrambi i sessi vorrei collegarmi e introdurre il fenomeno legato ai REDs (carenza energetica relativa nello sport- Relative Energy Deficiency in Sport): è una condizione in cui l’atleta non introduce abbastanza energia per sostenere tutte le funzioni del corpo.
Il risultato finale è una carenza energetica, che conduce allo squilibrio ormonale e numerosi effetti negativi sulla salute fisica e mentale, oltre che sulla prestazione.
Di seguito, per farvi capire il motivo per cui parlo dell’argomento, ho riportato le conseguenze che si manifestano negli anni in seguito ai REDs:
- metabolismo rallentato;
- aumentato rischio di infortuni;
- densità ossea compromessa;
- diminuzione delle difese immunitarie;
- sistema cardiovascolare compromesso;
- maggior irritabilità, ansia e depressione;
- possibile riduzione della performance e minor sopportazione del normale carico di allenamento;
- riduzione del testosterone (uomini);
- amenorrea e disfunzioni mestruali (donne).
È un argomento molto ampio e apriremo un vero e proprio capitolo a parte nella prossima pubblicazione.
Non sempre i REDs sono legati a un vero e proprio disturbo alimentare, spesso inconsapevolmente è una situazione che si protrae per anni, per mancanza di conoscenza o per necessità di una figura corretta che pensi per noi a un’alimentazione giusta e personalizzata soprattutto se ci si allena tanto e tutti i giorni: a volte è impensabile la quantità di energia richiesta dal nostro corpo per svolgere tutte le funzioni vitali e l’attività sportiva senza andare in deficit cronico.
PER CONCLUDERE:
Al termine di questo articolo, credo sia più che evidente l’importanza di collegare mente e corpo nell’alimentazione, ponendo attenzione massima all’atleta in questione, personalizzando ogni aspetto fondamentale per una salute duratura, perché ricordiamoci sempre che gli atleti sono in primis persone, che dovranno restare in salute anche al termine della loro attività sportiva.
Affidatevi sempre a figure professionali competenti, aggiornate e sensibili a queste tematiche.
RIFERIMENTI: